Associazione San Matteo

Le carte

Nella Primavera del 2007, durante una chiacchierata, l’amico Giorgio Fedozzi (“Circolo culturale Cà de Pujö”, “Centro Studi Ponentini”) ci mise al corrente dell’esistenza di una collezione di carte riguardanti “Mulini ad olio del territorio di San Bartolomeo al mare” presso una libreria antiquaria non lontano da Perugia.

carta grande

L’idea di celebrare il cinquantesimo anniversario della festa con l’acquisto della collezione si rese subito attraente, tuttavia, anche in considerazione dello sforzo economico che avremmo dovuto sostenere, prima di procedere all’acquisto credemmo necessario un sopralluogo che attraverso il contatto diretto con le carte permettesse di accertare la consistenza ed il valore della collezione. A metà agosto quindi partimmo per Fratticciola Selvatica dove potemmo sfogliare i documenti. Avuta presto la conferma dell’interesse delle carte, cercammo di comprendere e di ricostruire il percorso seguito da quei manoscritti, riguardanti la famiglia Pissarello e ad essa appartenuti, che da San Bartolomeo al Mare erano giunti fino in Umbria, in un minuscolo centro tra Perugia, Assisi e Gubbio. L’antiquario, come spesso accade in questi casi, si è rivelato tutt’altro che loquace e propenso a fornire informazioni, tuttavia, alla fine abbiamo ottenuto di sapere che egli stesso aveva acquistato la collezione all’incirca una dozzina di anni prima da un antiquario di Savona. Riportati i documenti a San Bartolomeo, abbiamo proceduto ad un loro primo spoglio sommario che ha evidenziato l’eterogeneità del corpus, costituito da un migliaio di fogli manoscritti che coprono un periodo che dal XVI giunge fino al XX secolo. Si tratta di carte di argomento vario che perlopiù si riferiscono a questioni ereditarie, a vendite, dispute, minute varie ed alla gestione di mulini da olio, terreni, ed immobili. Insomma si ha a che fare con una cospicua messe documentale che reca menzione di numerose persone e fatti propri delle borgate prossime alla cappella di San Matteo, la cui lettura schiude un vivido spaccato circa questioni più o meno quotidiane, che coprono un arco temporale di quasi cinque secoli (benché la maggior parte delle carte risalga ai secoli XVIII e XIX). La lingua prevalente è l’italiano, benché non manchino carte redatte attraverso altri codici linguistici: latino, spagnolo e soprattutto francese. Ulteriori indagini hanno permesso di chiarire con sostanziale certezza il percorso seguito dalle carte. Esse erano molto verosimilmente conservate nel palazzo “d’i Pissaèlli”, (proprio la costruzione che si trova di fronte al ballo, sul versante occidentale) e da esso, in ultima analisi, provengono. Il lavoro di lettura e trascrizione di documenti manoscritti, come ben sa chi ne abbia avuto esperienza, è spesso ingrato, ma costituisce la prima fase di uno studio, una delicata operazione preliminare propedeutica ad ogni altro intervento. L’impostazione che in quest’ambito abbiamo deciso di adottare è la più “ecumenica” possibile. Già nel corso dell’anno abbiamo affidato piccoli gruppi di documenti a volontari che, ciascuno a seconda dei propri impegni e del tempo a disposizione, hanno iniziato l’operazione trascrittoria, dando luogo ad una vera e propria attività d’équipe, che rende ancora più significativo il lavoro svolto, in quanto frutto di un’operazione collettiva e tutt’ora aperta a chi voglia collaborare ad essa. Ovviamente le trascrizioni vengono poi ricontrollate, integrate e corrette, tuttavia il valore di questo lavoro di trascrizione primaria resta fondamentale. Un obiettivo contestuale alla trascrizione è la digitalizzazione dei documenti, operazione che garantisce la conservazione virtualmente perenne delle riproduzioni ad alta definizione delle carte in una banca dati. Questo procedimento, tra l’altro, contribuisce a preservare gli originali dai danni che potrebbe loro arrecare la frequente azione meccanica dello sfogliare, e, per di più, spesso agevola la lettura delle carte stesse, dal momento che la qualità molto alta della riproduzione consente di lavorare su ingrandimenti notevoli. Terminate queste due fasi presenteremo i primi risultati dello studio dei documenti.

Presentiamo ora alcuni specimina relativi a tre documenti digitalizzati.